…Orbene, riallacciandoci ai temi che stanno riempiendo i Tg dell’ultima settimana, potremmo affermare con certezza assoluta che quasi tutte le discussioni (soprattutto mediatiche) che hanno la loro epistemologia nelle antinomie nascondono, in verità, un “argomento tabù”, come a dire che esiste una tesi legittima –legittima perché, per dirla con il sociologo francese P. Bourdieu, legittimata dal potere dominante, in un certo periodo storico e in una data società, potere riconosciuto poiché misconosciuto dai componenti di quella determinata società- e un’antitesi che, avendo la pretesa di disconfermare la tesi legittima non fa altro, in realtà, che confermarla in quanto partecipe dell’occultamento dell’argomento tabù.
Spieghiamoci meglio, di cosa si è parlato in questi ultimi giorni? Del caso “Eluana Englaro” la giovane donna in coma da 17 anni, alimentata artificialmente presso l’ospedale “La Quiete”, dove si trova attualmente. Gli schieramenti politici, al solito, surclassando i pareri medici, si dividono tra quelli a favore dell’eutanasia e quelli per l’accanimento terapeutico, come se il diritto all’eutanasia permetterebbe ai medici il potere arbitrario di vita o di morte sui propri pazienti…
Le strategie per impedire ai medici e ai legali di perpetuare questo orrore (come se la cosa interessasse veramente la politica) non mancano; dopo che l’avvocato della famiglia di Eluana – Giuseppe Campeis- è riuscito ad incassare il sostegno della Procura Generale di Trieste (che ha giurisdizione anche su Udine) che aveva diramato un comunicato per far sapere che «gli uffici giudiziari del distretto non interverranno in alcun modo per rallentare o sospendere l’esecuzione della sentenza della Corte d’Appello di Milano», ci giunge la notizia che, probabilmente, già da oggi, dovrebbero arrivare da Roma degli ispettori del ministro Sacconi incaricati di verificare, per l’ennesima volta, «l’idoneità della clinica ”La Quiete”». Un’iniziativa che pare, più che altro, una manovra di disturbo «visto che» sostiene ancora Campeis «abbiamo già dimostrato in ogni modo non solo l’idoneità della struttura, ma l’inoppugnabilità del protocollo scelto».
Poi c’è - soprattutto - la nuova iniziativa del governo Berlusconi, la presentazione del disegno di legge, la pressione su Camera e Senato affinché l’approvino il più in fretta possibile in una corsa contro il tempo inusuale. Il nostro eroe, addirittura, definisce inaccettabile la decisione del Presidente della Repubblica (nonché cittadino onorario di Acerra, patria dello storico-statistico-matematico Gaetano Caporale) Giorgione Napolitano di non controfirmare il decreto su Eluana. È lo fa (Giorgio Napolitano) presentando, come da prassi costituzionale consolidata, una lettera privata e riservata al premier… la quale lettera viene, però, letta da Letta (scusate la costrizione al gioco di parole) e poi da quasi tutti i parlamentari. Che poi il nostro premier affermi che ”E' una cosa inaccettabile, non esiste che il Capo dello Stato possa dirci cosa dobbiamo o non dobbiamo fare, non su questo argomento, non in questo modo” e che lui non abbia “richiesto nessuna lettera” e da attribuire al suo carattere passionale specie quando si tratti di salvare vite altrui… non è una coincidenza, infatti, che proprio pochi giorni prima, a proposito dell’enorme dilagare degli stupri in Italia (detto, en passant non è aumentato un bel niente rispetto a prima è solo un’altra strategia -basata sugli allarmismi- per mascherare l’argomento tabù) Burlesconi abbia dichiarato che: "Dovremmo avere tanti soldati quante sono le belle ragazze italiane, credo che non ce la faremmo mai...".
Ma, ci si chiederà, dov’è l’argomento tabù? Eccolo arrivato, bello fresco, circa due ore fa, dal FMI e riportato dall’ANSA; “Il debito salirà al 108,2%. Il Fondo monetario internazionale ha annunciato in un rapporto sull’economia dell’Italia che non può essere scartata la possibilità che la recessione in questo paese duri fino al 2010” e che; “La recessione si aggrava e, anche se è prevista una ripresa progressiva nel 2010, la possibilità che l’arretramento dell’attività si prolunghi non può essere scartata”. Inoltre, “l’Italia conoscerà tre anni consecutivi di contrazione del prodotto interno lordo (-0,6% nel 2008, -2,1% nel 2009 e -0,5% nel 2010) […] Dopo «ricette fiscali eccezionalmente buone» nel 2006 e nel 2007 [Governo Prodi, quello che ci tassava e ci ha fatto morire di fame N.d.r.], il Fmi prevede che il debito pubblico passerà dal 105,6% di quest’anno al 109,4% nel 2010. Non certo più positive le stime aggiornate nel Programma di stabilità per la Ue, secondo le quali il rapporto debito/Pil, aumenterà al 110,5% nel 2009 rispetto all’ultima previsione (102,9%) contenuta nella Nota di aggiornamento al Dpef presentata a settembre. Il debito aumenta ancora l’anno successivo quando dovrebbe attestarsi al 112% del Pil (101,3 nella Nota di aggiornamento), per poi iniziare di nuovo a scendere nel 2011 al 111,6 per cento”. Salta quindi la previsione del pareggio di bilancio al 2011, come indicato dal Governo e dalle ultime previsioni dello stesso che affermavano che il debito del Pil sarebbe sceso al 98,4%...

Siamo un pò latitanti, ci vogliamo far perdonare però. Il Natale si avvicina e magari non sapete cosa regalare all'amico, alla moglie, al marito o a chi vi deve fare un favore. -- Inizio Codice Shinystat -->
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